Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt
Introduzione alla Scuola di Psicoterapia
Nell’Istituto Gestalt di Puglia la formazione in Psicoterapia è
considerata un processo continuativo, che inizia quando si sceglie la Scuola,
attraversa tutta la fase formativa sino al diploma, e continua anche dopo, nella
vita professionale, offrendo supporto e supervisione.
Programma teorico, addestramento pratico, psicoterapia personale e
supervisione si configurano come momenti d’incontro con i
didatti che accompagnano l’allievo, attraverso la relazione, in un processo in
cui si dà pari spazio al vissuto sensoriale ed affettivo-emotivo e agli aspetti
cognitivi e comportamentali, integrandoli negli anni della formazione tra le due
sponde del sapere teorico/scientifico e del sapere esperienziale/fenomenologico.
Secondo l’approccio fenomenologico la conoscenza è soggettiva,
basata sul sentire individuale, ossia sulla specificità di ogni sentire e sulla
capacità di trasformare il sentire in esperienza, in apprendimento.
Ma, come può costruirsi un processo di formazione a partire dal sentire
personale?
Il sentire non è verificabile come giusto o sbagliato, è personale.
Nell’approccio fenomenologico, il processo di apprendimento si fonda sulla
creazione di un contesto affettivo e di formazione in cui didatta e allievo
sono due soggetti con pari dignità, in un processo formativo trasformativo e di
co-costruzione dell’apprendimento e di acquisizione di responsabilità.
E’ la relazione che si stabilisce tra didatta ed allievo, e le
differenze tra loro, che sostengono questo processo trasformativo e di
apprendimento, reso possibile dalla empatia, capacità di essere in contatto con
il sentire dell’altro e proprio, senza confonderli.
Questo è il presupposto perché l’allievo possa acquisire le competenze
della professione dello psicoterapeuta, e contemporaneamente sviluppare il suo
proprio stile personale.
La psicoterapia della Gestalt pone l’accento sulla
presa di coscienza dell’esperienza attuale (il qui e ora) e restituisce
dignità al “sentito”, integrando le dimensioni sensoriali, affettive,
intellettuali, sociali e spirituali; favorisce un adattamento creativo
all’ambiente e la consapevolezza dei meccanismi che inducono a comportamenti
coatti e ripetitivi, incoraggiando l’uomo a conoscere e accettare se
stesso così com’è, superando il bisogno di cambiare per conformarsi a modelli
precostituiti. Al “sapere perché”, preferisce il “sentire come”, in
quanto mobilita il percorso verso nuove soluzioni (il cambiamento).
La Gestalt si nutre inoltre da correnti filosofiche e terapeutiche
differenti, tra cui l’esistenzialismo e la fenomenologia, che guardano
all’essere della persona nel tempo, e sottolineano la singolarità e
l’originalità dell’esperienza individuale e la responsabilità personale di
ciascun individuo nella costruzione del proprio progetto esistenziale.
La relazione psicoterapeutica è il luogo per lavorare sulla
qualità della vita, attraverso la liberazione da introiezioni
moralistiche ( “si deve…”), l’integrazione delle polarità opposte, la
valorizzazione del corpo e delle sensazioni, la soddisfazione di bisogni vitali
e la capacità di espressione delle emozioni e di costruzione dei propri,
personali valori.
Ampio spazio è dato al Costruttivismo di Maturana e Varala, teoria
della conoscenza su base evolutiva, secondo cui la conoscenza è l’azione di
colui che conosce, espressione della relazione tra organismo e ambiente. La
conoscenza è relativa: la realtà non è oggettiva, è l'osservatore che dà
un senso alla realtà partecipando alla sua costruzione.
Scopi principali della psicoterapia sono:
•
SVILUPPO DELLA CONSAPEVOLEZZA
(attraverso l’integrazione di cognizione ed emozione)
• SVILUPPO DELLA RESPONS-ABILITY
(come responsabilità personale, ma anche “abilità di rispondere”)
• MODIFICA DELL’ATTEGGIAMENTO E DEL
COMPORTAMENTO
Questi principi si traducono in un approccio in cui si lavora su due
fronti: cognitivo-comportamentale e emozionale, dove anche il fronte
emozionale è un fronte conoscitivo.
Il nostro metodo integra diverse tecniche, tra cui: l’esercizio di
consapevolezza, la “sedia calda” e la “sedia vuota”, l’amplificazione, lo
psicodramma, la drammatizzazione, il role-playing, la videoterapia, il
lavoro sul sogno, l’espressione metaforica, il lavoro sul corpo, il lavoro con
mezzi artistici, pittura, scultura su creta e pietra leccese.
Il teatro, la videoterapia, il role-playing sono
adatti al lavoro sul copione di vita: sono il luogo-non-luogo dove si
possono sperimentare comportamenti trasgressivi, dove si lavora sulle proprie
relazioni, a partire dai sistemi familiari, dove si può mettere in scena il
dialogo interno, e si racconta la propria storia, a basso rischio di
imbarazzo e vergogna.
Questo permette di scoprire nuove possibilità e sviluppare la
capacità di differenziazione di comportamenti: il comportamento, prima
coatto a un'unica risposta, diventa flessibile e rispondente ai propri reali
bisogni, in un percorso di crescita che sostiene la persona nell’incontro e
nella re-visione emotiva e cognitiva della propria vita e di sé
stessi.
Il sogno è considerato, nel contesto terapeutico, espressione
della costruzione di una storia in cui è presente la storia del soggetto e la
sua vita attuale. Il lavoro sul sogno in un’ottica gestaltica è un mezzo per
accedere al vissuto più profondo della persona e attingere al senso che assume
il sogno a partire dal contesto squisitamente personale da cui è derivato.
Musico-terapia, arte-terapia e movimento-terapia
sono tecniche di espressione personale, che veicolano la riacquisizione della
creatività nella vita attraverso la sperimentazione della creatività come
attività d’arte: l’uso di canali di comunicazione diversi da quello verbale
si pone entro il contesto dello sviluppo personale e della formazione.
La creazione artistica crea un ponte tra mondo interno e mondo
esterno, è narrazione, modello di funzionamento dell'Io: una zona
di confine in cui è possibile sperimentare comportamenti e risposte emotive,
orientandosi alla qualità dell’esperienza, e della vita.
L’arte-terapia, mediata dal lavoro con le immagini
video e fotografiche, offre la possibilità di lavorare nel qui ed ora con la
rappresentazione del presente.
Se riflettiamo, poi, sugli infiniti legami che congiungono il nostro
corpo al tutto, ci rendiamo conto che lavorare su di esso aiuta a
risvegliare la consapevolezza, innescando una attivazione o liberazione di
aree emotive e di potenzialità bloccate.
Nel lavoro sul corpo l'attenzione è focalizzata sulla persona nella
sua interezza di corpo-mente. Si osserva e promuove un processo di
consapevolezza su com'è la respirazione, come è organizzato il
corpo, quali sono i propri modelli di movimento e in che relazione tali
movimenti e il respiro sono con le emozioni, facilitando l’espressione del
disagio e l’ingresso in aree profonde della nostra coscienza, fino a sbloccare
la propria energia.
Funzione della terapia, per usare un'espressione di
Hillman, è fare anima, aiutare il terapeuta e il paziente a
diventare quello che sono.
Ma essere qui ed ora, in contatto con i propri sentimenti, consapevoli
delle proprie scelte e dei propri comportamenti, sono principi privi di
significato se non appartengono all'esperienza personale ed esistenziale del
terapeuta. Se il terapeuta si dà il permesso di riconoscere i propri sentimenti
potrà comprendere la sofferenza del paziente, restitundogli il il diritto di
essere reale e meno spaventato dalle proprie emozioni, anche le più
inaccettabili.