Cos’è la Mediazione Familiare
La Mediazione Familiare si propone come un approccio alternativo alla
gestione dei conflitti coniugali in vista di una separazione o di un divorzio”
(Buzzi, Haynes, 1996) in cui una terza persona imparziale, qualificata e con una
formazione specifica, chiamata mediatore, agisce per facilitare la risoluzione
della disputa tra i due coniugi.
Nell’intervento di Mediazione familiare viene posta attenzione alla
riorganizzazione delle relazioni familiari a causa o in previsione della
separazione coniugale o del divorzio.
Gli aspetti che sono oggetto del percorso di mediazione familiare
riguardano il mantenimento, la divisione dei beni e proprietà comuni, la
gestione dei compiti educativi.
La pratica della mediazione familiare si è affermata negli Stati Uniti ma
anche in molti altri paesi quali Canada, Gran Bretagna e, successivamente, in
molti Paesi Europei.
Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, con la risoluzione n. 616
del 21 gennaio 1998, ha affermato la necessità di incrementare l’utilizzo della
mediazione quale metodo nell’ambito del quale un terzo, imparziale e neutrale,
aiuti le parti a negoziare, ponendosi al di sopra del conflitto.
In Italia, il primo servizio pubblico di mediazione familiare è stato
istituito dal Comune di Milano nel 1989. Successivamente sono stati aperti
numerosi altri centri che offrono servizi di mediazione familiare.
Nel nostro Stato non vi è ancora una normativa specifica in mediazione
familiare anche se i centri di mediazione familiare rientrano nel concetto ampio
di servizi sociali (ad esempio nell'ambito dei servizi di sostegno alla
relazione genitori-figli e di contrasto alla povertà ed alla violenza a mente
dell'art. 4, lett. i, della legge 285/97; legge 328/2000, legge Regione Puglia
19/2006).
Si segnalano interessanti iniziative da parte di istituzioni private ma
anche pubbliche. Citiamo la sentenza del Tribunale Bari - 1ª Sezione Civile –
che con Decreto del 21 novembre 2000 ha disposto l’invio in un Centro di
mediazione Familiare di una coppia separata alfine di migliorare il clima
relazionale ed assolvere ai compiti educativi del proprio figlio.
Gli Enti locali stanno attivando servizi per la mediazione familiare
“avvalendosi a tale fine della collaborazione con le organizzazioni di
volontariato e delle associazioni di cui sia comprovata l'esperienza”.
Nel regolamento regionale della Puglia (l.r. 19/2006) all’articolo 94
viene definito il Servizio di Mediazione Familiare prestato da “prestato da
operatori già in possesso di laurea in psicologia, sociologia, giurisprudenza,
scienze dell’educazione e della formazione, pedagogia, educatore professionale,
psichiatria, neuropsichiatria, corso di laurea per assistenti sociali, o titoli
equipollenti, con specifica formazione professionale conseguita presso centri
accreditati e riconosciuti a livello europeo ed esperienza professionale almeno
triennale nello stesso servizio, svolto presso uffici di
mediazione pubblici, in stretto collegamento con l’autorità giudiziaria,
ovvero in
strutture private.